Premio Nazionale Enzo Bearzot: Cesc Fàbregas il vincitore della XV edizione
Si è svolta il 17 marzo 2026 la riunione di giuria che ha decretato il vincitore del prestigioso Premio Nazionale Enzo Bearzot, riconoscimento istituito dall’Unione Sportiva ACLI in collaborazione con la FIGC, giunto ormai alla sua XV edizione. Ad aggiudicarselo è stato Cesc Fàbregas con la motivazione: “Tecnico giovane ma già brillante dopo essere stato straordinario calciatore, Cesc Fàbregas rappresenta una delle novità in panchina più significative a livello internazionale. Al Como ha dato forma concreta ad un sogno glamour grazie al bel gioco e a una serie di risultati mai colti prima in riva al Lago, ma è evidente a tutti che queste stagioni sono solo l’inizio di una carriera potenzialmente senza limiti”. Una prima volta assoluta per il “Bearzot” che riconosce a un tecnico straniero il premio intitolato alla memoria del ct campione del mondo nell’82. La proclamazione è avvenuta nel pomeriggio durante la conferenza stampa tenutasi presso la sala ‘Paolo Rossi’ della FIGC, alla presenza del numero uno dell’US ACLI, Damiano Lembo, e del presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina dopo che nella mattinata la giuria del premio, presieduta dagli stessi e coordinata dal Capo Redattore Sport ANSA Nazionale, Piercarlo Presutti, si è riunita per la decisione nella sede nazionale dell’US ACLI.
Annunciato anche il Premio Speciale alla Carriera a Fabio Capello, nell’anno dei suoi 80 anni che compirà il prossimo 18 giugno e che gli verrà consegnato il giorno della cerimonia al Salone d’Onore. Dall’edizione 2018, inoltre, il Premio Bearzot viene accompagnato dal premio alla memoria di Stefano Farina, l’arbitro scomparso il 23 maggio del 2017. Il premio, indicato dall’Associazione italiana arbitri (AIA), è stato assegnato ad Marco Guida, della sezione di Torre Annunziata. Ad annunciarlo il Vicepresidente Vicario dell’AIA, Francesco Massini.
Dal 2025, inoltre, il Premio Bearzot si arricchisce anche della presenza di un riconoscimento ai giornalisti, il Premio Gian Paolo Ormezzano, dedicato alla memoria dello storico inviato de “La Stampa”, direttore di Tuttosport e una delle grandi firme di Famiglia Cristiana, scomparso lo scorso 26 dicembre 2024. Il premio sarà assegnato durante la cerimonia di consegna.
Per saperne di più leggi l’articolo che annuncia il vincitore della XV edizione.
La Cerimonia di premiazione
La cerimonia di premiazione si terrà lunedì 13 aprile, alle h. 15:30, presso il Salone d’onore del Coni.
L’evento sarà ripreso dalle telecamere Rai e trasmesso in diretta su Rai Sport HD (canale 58 del digitale terrestre).
Cos’è il Premio Bearzot?

Il Premio Nazionale Enzo Bearzot è un riconoscimento organizzato dalla US ACLI insieme alla FIGC che dal 2011 viene assegnato ogni anno ad un Tecnico italiano.
Il vincitore
Il Premio viene assegnato al Tecnico da una giuria di giornalisti ed esperti non per risultati sportivi ma per valori etici, comportamentali e sportivi riconosciuti nella sua carriera, in linea con quello che è stato l’operato di Bearzot.
Enzo Bearzot
Il riconoscimento è nato per onorare la memoria del commissario tecnico della Nazionale italiana campione del Mondo nel 1982 in Spagna, che l’11 luglio 1993 festeggiò nel migliore dei modi l’undicesimo anniversario del titolo mondiale: alla guida della Nazionale Over-35 (una rappresentativa di vecchie glorie, fra cui molti campioni dell’82) vinse il titolo mondiale di categoria a Trieste contro i pari età dell’Austria.
Detiene il record di panchine da CT degli azzurri, avendo guidato l’Italia 104 volte, dal 27 settembre 1975 al 18 giugno 1986, davanti a un altro storico citì quale Vittorio Pozzo con 97.
Dal 2002 al 2005 è stato presidente del Settore Tecnico della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Nel luglio del 2003 un gruppo di deputati della Casa delle Libertà propose la nomina di Enzo Bearzot a senatore a vita con la motivazione: «Ha sempre difeso l’etica dello sport», secondo quanto scritto nella lettera a Carlo Azeglio Ciampi.
È morto il 21 dicembre 2010 a Milano all’età di 83 anni, quarantadue esatti dopo Pozzo; è stato sepolto nella tomba di famiglia nel cimitero di Paderno d’Adda.
























