Roma, 14 ottobre 2020 – “L’i­po­te­si di un pos­si­bi­le prov­ve­di­men­to di so­spen­sio­ne de­gli sport di ‘con­tat­to’ for­tu­na­ta­men­te è sta­ta in par­te scon­giu­ra­ta, ma con­ti­nua a sol­le­vare for­te pre­oc­cu­pa­zio­ne per l’ef­fet­to sul­la so­prav­vi­ven­za del­le real­tà del si­ste­ma spor­ti­vo di base. L’US Acli, evidenziando anche con forza e pubblicamente che la prio­ri­tà per tut­to è, e deve ri­ma­ne­re, quel­la del­la sal­va­guar­dia del­la sa­lu­te pub­bli­ca, ha allo stesso tempo ri­mar­cato la ne­ces­si­tà di pen­sa­re an­che alla so­prav­vi­ven­za del­le no­stre ASD e SSD che saranno costrette a ridurre drasticamente o del tutto la loro attività, che tan­ti sa­cri­fi­ci han­no fat­to per po­ter­si far ri­tro­va­re pron­te ai na­stri di ri­par­ten­za dopo il lockdo­wn e che ora ri­schia­no di chiu­de­re di nuo­vo le loro at­ti­vi­tà. Facendoci sentire con il Governo mentre nell’ultimo week end circolavano notizie vaghe e contraddittorie, siamo riusciti a salvaguardare l’attività dilettantistica ma non possiamo lasciare indietro quanti invece, tra i nostri affiliati, vedranno venir meno gli affitti dei campi, una importante fonte di autofinanziamento che rischia di compromettere la possibilità di accesso alle fasce più deboli, auspicabile quindi un sostegno a questi ultimi”. È quanto dichiara il Presidente dell’US Acli, in riferimento agli effetti dell’ultimo Dpcm in materia di limitazioni alle attività sportive cosiddette amatoriali. 

“Non sappiamo ancora quanto questo stop agli sport amatoriali di contatto possa durare – aggiunge Lembo – Il mio impegno resta quello di difendere con forza nelle Istituzioni, dal Governo a Sport e Salute, la sopravvivenza di mi­glia­ia di ope­ra­to­ri spor­ti­vi, di­ri­gen­ti, atle­ti e tec­ni­ci che di sport vi­vo­no e che ri­schia­no di tor­na­re ine­so­ra­bil­men­te nel­l’in­vi­si­bi­li­tà da cui con tan­ti sfor­zi, an­che del­lo stes­so go­ver­no, era­no riu­sci­ti len­ta­men­te ad emer­ge­re”.

 

Menu