Damiano Lembo (US Acli): “Stop sport doccia fredda. No a ristori con criteri aziendali’

Roma, 31 ottobre 2020 – “Al Premier Conte abbiamo potuto esplicitare le nostre preoccupazioni, l’impegno del Governo è stato sui ristori ma tutto il mondo dello sport di base si basa sul principio fondamentale della mancanza di scopo di lucro e commisurare i ristori sulla base dei cali di fatturato sono criteri aziendalistici che non si sposano bene con la nostra realtà”. È quanto dichiarato dal Presidente dell’Unione Sportiva Acli Damiano Lembo, intervenuto alla trasmissione ‘Dribbling’ in onda su Rai 2. 

In qualità di coordinatore degli Enti di Promozione presso il CONI, Lembo ha preso parte alla call sullo sport indetta dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte lo scorso 27 ottobre seguita al lockdown imposto a piscine e palestre con il nuovo Dpcm del 24 ottobre: “La crisi Covid-19 è grave, noi rispettiamo le regole ma abbiamo segnalato alcune anomalie rispetto al Decreto ‘Ristoro’ del 28. La richiesta al governo è stata quella di prendere in considerazione modalità diverse di ristoro”, ha aggiunto il numero uno dell’US Acli.

“Siamo preoccupati e arrabbiati – ha quindi incalzato Lembo in collegamento video con ‘Dribbling ‘ . perché nel primo Dpcm del 18 ottobre avevamo ricevuto il monito di Conte sull’adeguare le nostre infrastrutture, anche se l’adeguamento ai protocolli era già avvenuto prima dell’avvertimento, ci siamo adoperati per far rispettare i protocolli, abbiamo monitorato e tenuto l’attenzione alta sul rispetto delle procedure, tanto che ci sono stati riscontri e questi riscontri non hanno dato esiti negativi. Insomma, il compitino lo avevamo fatto e quindi il Dpcm del 24 è stata una doccia fredda”.

“Lo sport di base è seriamente a rischio – ha concluso Lembo – ma non solo lo sport di base. Lo sport è molto di più della gara, della competizione. È salute, economia sociale e nuovi stili di vita votati al benessere, non per costrizione ma per scelta. Lo sport è un presidio medico”.

 

 

 

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