CON US ACLI, SPORT OLIMPICO E PARALIMPICO GIOCANO INSIEME
AVVIO ANNO SOCIALE US ACLI, LANCIATO PROGETTO MOL.O
SPORT MOLTIPLICATORE OPPORTUNITA’ CONTRO DISAGIO GIOVANILE
           

Sacrofano, 2 dicembre 2021 – “Giocare Insieme”. Lo sport come opportunità di integrazione, crescita socio-culturale per le comunità e per il Paese. Lo sport come strumento educativo che infrange le barriere in una fusione delle due facce della stessa medaglia: mondo olimpico e paralimpico. Dal vertice delle grandi medaglie alla base della piramide, quella dello sport di base di cui l’US ACLI da sempre si fa promotrice. Questi i contenuti del dibattito ‘Integrazione di valori: sport olimpico e paralimpico giocano insieme’ andato in scena nell’ambito della due giorni delle ACLI  ‘L’economia sociale che crea valore’, in corso oggi e domani alla Fraterna Domus di Sacrofano. “Fino a qualche tempo fa, il mondo olimpico pensava che il mondo paralimpico potesse essere qualcosa da doversi portare sulle spalle”, ha esordito il Presidente del CONI Giovanni Malagò, intervenuto al dibattito. Aggiungendo poi che “oggi invece in realtà sono convinto, e credo che lo pensino tutti, il mondo paralimpico dà valore aggiunto al mondo olimpico: comunicazione, sociale, marketing, impiantistica, istituzioni. E questo discorso in primis è riguarda anche il Cio”. D’accordo anche l’omologo del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli, secondo il quale “lo sport aiuta il Paese a una rivoluzione culturale, perché 20 anni fa era inimmaginabile che le testate più grandi italiane potevano aprire in prima pagina con una vittoria alle Paralimpiadi. Lo sport è uno strumento che, dopo un trauma o una patologia, ragazzi e ragazze possono recuperare una socialità. E anche motivazioni”. Pancalli ha anche sottolineato che “lo sport crea valore, partecipa alla produzione del Prodotto Interno Lordo del Paese. Ma ha anche un effetto indiretto, è legato al benessere psicofisico. Investire nello sport significa fare politica di welfare attivo e crea anche benessere sociale. È strumento di integrazione, fa da moltiplicatore di opportunità. Le medaglie vinte a Tokyo tra Olimpiadi e Paralimpiadi sono la vetrina di una filiera che ha funzionato. Per noi non significa pensare solo a quell’uno su mille che ce la fa, perché poi alle Paralimpiadi arrivano in pochi. Noi dobbiamo intercettare la voglia di tanti giovani in questo Paese nel percorso di riconoscimento di cittadinanza delle persone disabili. Se non giochiamo insieme siamo tutti perdenti. Un Paese non cresce quando cresce il Pil ma quando cresce la cultura e la sensibilità”.

All’evento, hanno preso parte anche il Generale Alfonso Manzo, Presidente del Gruppo Paralimpico della Difesa e Alberto Punzo, atleta del Gruppo sportivo Difesa paralimpico. “Ringrazio per l’invito, accettato con grande entusiasmo – ha sottolineato il Generale – Abbiamo 69 atleti paralimpici nel Gruppo Difesa, spaziamo dai 23 ai circa 67 anni, ci distinguiamo da tutti gli altri Gruppi sportivi perché la componente agonistica per noi è marginale, è un effetto collaterale. Campioni come Monica Contrafatto ne siamo felici e orgogliosi ma non è questo il nostro compito. La nostra finalità è dare la possibilità a tutti di esprimere il meglio di se stessi nonostante quanto è accaduto. Sono tutti veterani, reduci da teatri di operazioni, vittime di attentati, conflitti a fuoco, di incidenti a servizio. L’intuizione fu quella di non rinunciare a nessuno”. Punzo ha invece posto l’accento sulle competizioni di Padel dell’US ACLI miste tra atleti normodotati e paralimpici: “La relazione tra persone nel mondo paralimpico è fondamentale – ha spiegato Punzo – L’US ACLI sta dando la possibilità di praticare il padel e giocare insieme, realizzare qualcosa sul campo che finora non si era riuscito a fare. È una nostra responsabilità concepire nuovi modi per mettere in campo a giocare assieme persone normodotate e disabili. Per questo vorremmo creare una coppa che veda in campo assieme persone disabili e normodotate”. Proposta subito accolta dal Presidente dell’US ACLI Damiano Lembo: “Fin dall’inizio del mio mandato è stato fondamentale seguire il concetto di piramide rovesciata, partendo dall’ascolto del territorio e darne le linee guida – ha specificato il N.1 dell’US ACLI – Giocare insieme? Cogliamo volentieri la proposta, rilanciamo le nazionali. Facciamo una sezione la FIPPS, iniziamo già a lavorarci”. Andrea Piccillo, Presidente della Federazione Italiana Paralimpica Powerchair Sport, ha quindi sottolineato: “Sono qui in virtù del protocollo con Fipps e US ACLI e auspico di dare sempre più seguito a iniziative di collaborazione per la crescita della cultura sportiva. Complimenti per tutto il lavoro fatto”. Nello stesso contesto, il Vice Presidente Vicario dell’US ACLI Luca Serangeli ha annunciato il via al torneo di Padel senza barriere in programma i prossimi 10 e 11 dicembre a Roma.

 

Particolarmente di rilievo l’annuncio del Presidente Lembo della nascita del Progetto Mol.O: lo sport moltiplicatore di opportunità per il contrasto del disagio giovanile. Si tratta di un progetto targato US ACLI finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per lo Sport che si concluderà a ottobre 2022. Lo sport moltiplicatore di opportunità sociali e lavorative capaci di contrastare l’isolamento e la vulnerabilità di alcune delle categorie più penalizzate dall’esperienza pandemica. Sport come ancora di salvataggio in questi tempi difficili e socialmente drammatici. Il progetto prevede la promozione dello sport e il suo potenziale di integrazione e di empowerment, attraverso azioni finalizzate all’inclusione sociale e all’inserimento lavorativo di minori e giovani in particolari condizioni di disagio e allo stesso tempo alla valorizzazione e consolidamento del ruolo sociale delle ASD e SSD.

 

Nel panel, moderato dal capo della redazione sport dell’ANSA Piercarlo Presutti, si è parlato anche del progetto ‘Sport Point’, che l’US ACLI conduce da novembre in condivisione con altri quattro Enti di promozione sportiva. In base al progetto,  gli Eps metteranno a servizio di Asd e Ssd le loro professionalità e collaboratori sportivi attraverso sportelli attivi sul territorio. “Ci siamo resi conto noi per primi – ha spiegato il Presidente dell’Us Acli Damiano Lembo – che quando ci siamo trovati a parlare con il nuovo interlocutore Sport e Salute, abbiamo subito pensato che fosse importante mettere in connessione con i nostri interlocutori l’intero sistema. La grande novità è che con questo progetto iniziamo a proporre l’Us Acli con le Acli”. Si è detto entusiasta il Presidente delle ACLI Nazionali Emiliano Manfredonia: “Siamo sempre abituati a vederci come Enti separati ma siamo la stessa cosa – ha sottolineato – Con il progetto Sport Point agiamo da facilitatori, abbiamo migliaia di uffici in tutta Italia e stiamo pensando anche a un portale web. Progetti calati dall’alto? Ci dà fiducia che è stato costruito con persone che conoscono il territorio. Il problema è capire se il progetto avrà le gambe forti per restare in piedi”. Un progetto che “ha lo scopo – ha aggiunto Lembo – di snellire la burocrazia di Asd e Ssd a servizio dei tesserati. Con la Riforma dello Sport ormai in corso, in cui si paventa la riforma del lavoro sportivo e altri adempimenti, genera diverse preoccupazioni. Noi tutti insieme siamo l’antidoto a ogni preoccupazione. Così abbiamo creato una rete sul territorio, per consentire ai fruitori dei servizi sportivi e alle società di avere un punto di riferimento sul territorio per renderli più accessibili. Il progetto sta trovando tantissimo interesse, tanto è vero che nelle idee di Sport e Salute c’è anche la possibilità di farlo diventare un progetto strutturale e più stabile nel tempo”.

Al dibattito, che poi si è ravvivato con domande e risposte degli stessi associati, ha partecipato anche il giornalista de ‘Il Sole 24 Ore’ Giovanni Parente, che ha precisato: “Questo diventa un modello da seguire per poter diffonderlo al mondo sportivo dilettantistico”. Allo scopo di fornire un servizio informativo permanente, all’inizio di novembre ha preso il via il progetto “Sport Point” attraverso l’avvio sul territorio di specifici sportelli, grazie all’implementazione della rete esistente e riconosciuta di CAF e Patronato ACLI, che si integrerà con i punti di consulenza Uisp, con la rete degli sportelli già operativi di Csi, Pgs, Csain e si avvarrà del supporto strategico di Sport e Salute spa.

 

 

 

 

 

 

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