Gli interventi di Malagò, Cozzoli, Gravina, Pancalli, Manfredonia, Don Ciotti, Don Gionatan De Marco.

I Comitati Provinciali all’unisono: “Basta ristori. Fateci tornare a fare sport”.

Roma, 12 marzo 2021 – Damiano Lembo è stato rieletto alla Presidenza dell’Unione Sportiva ACLI per il prossimo quadriennio olimpico. Al termine di un Congresso Elettivo andato in scena per la gran parte con televoto a distanza e una minima presenza fisica di delegati presso lo Sheraton Parco de Medici di Roma. Filo conduttore è stato ‘Associazioni in Rete – Con lo sport protagonisti del cambiamento’ e il grido di dolore dei tanti Comitati Provinciali dell’US ACLI che all’unanimità hanno chiesto: “Le nostre società sono allo stremo, non chiediamo più ristori ma di farci tornare a fare sport”.

Al Congresso, aperto dalla riflessione spirituale del Direttore Pastorale, Tempo Libero, Turismo e Sport nonché cappellano delle squadre olimpiche del Coni, Don Gionatan De Marco, nominato anche Presidente dell’Assemblea, e al quale è intervenuto tra gli altri anche il Presidente delle ACLI Nazionali Emiliano Manfredonia, si sono susseguiti i contributi in streaming dei massimi esponenti delle istituzioni, sportive e politiche, tra cui il Presidente del CONI Giovanni Malagò, quello della FIGC Gabriele Gravina, il numero uno di Sport e Salute Spa Vito Cozzoli, del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli, il Responsabile Sport della Regione Lazio Roberto Tavani, e il Presidente della Commissione Sport del Comune di Roma Capitale Angelo Diario.

Nella sua lunga e dettagliata relazione, il Presidente uscente e unico candidato alla guida dell’US ACLI, Damiano Lembo, ha sottolineato tremi come “Essenzialità e cambiamento costruttivo, la mia stella polare per i prossimi quattro anni”, la promessa di Damiano Lembo nella sua relazione, assicurando ai delegati che “nell’assumere la responsabilità di guidare ancora l’Us Acli nei prossimi quattro anni, conto di condividere con tutti voi il coraggio delle decisioni e delle scelte rispetto alle sfide che ci aspettano. Sono consapevole che i tempi e le situazioni cambiano così rapidamente da dover mantenere i nostri obiettivi costantemente incentrati già da oggi sul futuro”. Nella sua relazione, il presidente Lembo ha citato Papa Francesco quando ha sottolineato che “fare-squadra è essenziale nella logica dello sport e anche nella vita di tutti i giorni”.

Le società dovranno sempre più lavorare “per e nell’Us Acli – ha precisato Lembo – a tutti i livelli, coinvolgendole nella condivisione delle scelte e nella soluzione dei problemi”. In sintesi, “il mio programma richiama la sfida che l’Us Acli dovrà affrontare nel prossimo quadriennio, ponendo particolare attenzione a tracciare sempre nuovi percorsi, a mettere in gioco creatività e progettualità, ad attivare strategie il più possibile efficaci”. CAMBIAMENTO “è stata la parola chiave sottesa a tutto il percorso congressuale”, ha rimarcato Lembo, specificando che “opportunità e rischi camminano insieme” e la pandemia dovuta al Covid-19 “ci ha colti di sorpresa” causando “pesanti emergenze”, ma anche “facendoci più forti nel fargli vuoto attorno”. “FARE RETE, Riforma del Terzo Settore e Riforma dello Sport”, sono i tre punti caldi affrontati in questi quattro anni appena trascorsi in termini di politica sportiva e sociale. A partire dai grandi temi politici e interventi/relazioni intrecciati con le più importanti istituzioni sportive e politiche: dal Coni al Ministero dello Sport passando per la nuova Sport e Salute e per il Dipartimento sport del Governo.

 

Citando il Premier Mario Draghi, Lembo ha quindi sottolineato: “Whatever it takes: faremo tutto ciò che è necessario. Molto l’Us Acli ha già fatto e molto dovremo continuare a fare – le parole del numero uno – per esempio rendendo la pratica sportiva sempre più partecipata e accessibile. Nessuno escluso”. Nell’ambito dei progetti, “il FARE RETE è un’esperienza vincente perché ci rende più forti”. “Nella mia esperienza nei territori – ha rimarcato Lembo – ho scoperto tante differenze ma anche il comune desiderio di ascolto, la volontà di mettersi in relazione, il bisogno di una costante e reciproca comunicazione: nel mio programma, uno dei punti nodali sarà quello del ‘FARE RETE associativa territoriale, mettendo al centro tutti coloro che in modi e con ruoli diversi concorrono a sviluppare l’associazione”. Infine, un pensiero a Valentina Vezzali, l’olimpionica della scherma nominata proprio oggi dal governo a Sottosegretario con delega allo Sport: “Una campionessa indiscussa, una dirigente e politica capace e inappuntabile. Ci congratuliamo con Valentina Vezzali per la sua nomina e auspichiamo di conoscerla a breve per riprendere assieme il percorso interrotto dall’ultima crisi di governo”, ha dichiarato Lembo.

Particolarmente accorato l’intervento del neo Presidente delle ACLI Nazionali Emiliano Manfredonia: “Questa Us Acli è davvero competente, sa leggere le leggi e sa stare nei tavoli. La competenza per le Acli è fondamentale, e l’US Acli la sta mettendo in tutte le cose che fa. Si parla di cambiamento, io vado controcorrente e vi chiedo di non cambiare, almeno non i fondamentali: è importante stare al passo con i tempi ed evolversi, ma la nostra capacità umana e di avvicinare chi è più emarginato, questo è l’augurio che faccio all’Us Acli per crescere insieme”.

Il Presidente del CONI Giovanni Malagò ha detto: “Sono sempre stato vicino al vostro mondo e al vostro Ente, oltre che all’amico Damiano Lembo. Sono sempre stato fisicamente con voi, a prescindere dall’aspetto elettivo abbiamo portato avanti tanti percorsi insieme e auspico si possano fare anche per il futuro. Auguro tante altre soddisfazioni all’amico Damiano Lembo. Siamo tutti in sofferenza e feriti, che facciamo di necessità virtù. Dobbiamo ricompattare la squadra e non sprecare forze ed energie. Solo la pandemia ci poteva impedire di non essere assieme lì, ma ci rifaremo. Mi sento di dirvi che sono sempre vicino a voi e al vostro mondo”.

 

Il Numero uno di Sport e Salute Vito Cozzoli ha rilevato: “Con Lembo è un piacere lavorare, in questi primi 12 mesi del mio mandato. Gi Enti di promozione sono gli organismi sportivi di prossimità, i più presenti sul territorio. Stiamo vivendo la fase più drammatica, purtroppo non è ancora finita. Sport e Salute è stata sempre vicina alle società e ai collaboratori, il Governo ha fatto tanto stanziando risorse mai viste. Insieme creiamo idee e siamo pronti all’ascolto. Sono necessari la scuola e lo sport, lo sport che voi tutelate, quello delle aree interne e del territorio. Quello che assicurate grazie ai vostri valori. Facciamo sistema e facciamo più squadra, tutti insieme avremo le capacità per superare questo momento così difficile”.

Tra i progetti in collaborazione dell’US ACLI, spicca quello del Premio ‘Bearzot’ promosso con la FIGC: “Con l’Us Acli – ha riconosciuto il Presidente della Federcalcio Gabriele Gravina – ci lega un grandissimo rapporto di collaborazione. In un anno sciagurato come quello che stiamo vivendo, il vostro ruolo nello sport di base è fondamentale. Serve sempre maggiore coinvolgimento dei giovani, non vedo l’ora di riprendere il nostro percorso di collaborazione. Buon lavoro”.

Il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli, ha sottolineato: “La famiglia paralimpica italiana è fatta di ragazzi che nello sport hanno trovato riscatto nella vita quotidiana, valori che tutti noi condividiamo. Mi auguro che il nostro mondo possa interloquire, per trovare sempre più sintesi e condivisione di idea di sport. Abbiamo fatto dello sport uno strumento di integrazione e inclusione, in questo anno in cui non vediamo più luce, forse è emerso tutto il valore sociale dello sport. Il mondo sul territorio, dove tantissimi ragazzi si sono visti interrompere all’improvviso quella somministrazione di quelle ore in cui si riusciva a crescere nell’inclusione e nell’integrazione. Oggi quello che possiamo fare per il futuro è trovare momenti di condivisione comune, da soli non potremo fare nulla. Lo sport deve essere un pezzo di politiche pubbliche del Paese, uno strumento attraverso il quale rivendicare un diritto di cittadinanza di tutti. Continueremo a lavorare in questa direzione, convinti come siamo che il valore dello sport è rappresentato da tutto ciò”.

Il Responsabile Sport della Regione Lazio, Roberto Tavani: “Complimenti all’US ACLI per quanto fatto, un’organizzazione davvero impeccabile e che dimostra come il virus lo abbiamo preso di petto. Mi fa particolarmente piacere essere qui in presenza e in assoluta sicurezza. Sottolineo il valore della promozione sportiva, di quanto ci sia bisogno nella Regione Lazio dell’US ACLI e del lavoro che mette in campo sul nostro territorio. Siamo tutti consapevoli della difficoltà del momento, l’obiettivo di Zingaretti è che nessuna società sportiva del Lazio debba chiudere”.

Il vicepresidente dell’ANCI Roberto Pella, ha spiegato: “Le nostre associazioni sono legate da un protocollo d’intesa stipulato e rinnovato negli anni per il nostro lavoro comune sui territori. Con lo sport possiamo essere protagonisti del cambiamento, uno slogan perfetto. I cambiamenti che abbracciano il nostro Paese, per fare comunità. Siamo convinti della valenza dello sport. Dobbiamo continuare il nostro lavoro assieme. Dobbiamo iniziare a considerare lo sport come una prescrizione medica. Dobbiamo passare dalle idee alla concretezza, come ANCI vi ringraziamo e vi auguriamo un buon congresso. Per noi siete essenziali e indispensabili per i nostri territori”.

In apertura di lavori, la Riflessione Spirituale di Don Gionatan De Marco: “Dovete avere il coraggio di sfide inusuali, oggi siamo arrivati a un punto in cui tutte le nostre storie devono guardare in faccia un virus che ha confuso le nostre ingessate sicurezze, i nostri schemi. Siamo tutti sulla stessa barca, una barca a cui purtroppo non siamo abituati. Allenati tutti a fare il nostro gioco piuttosto che un gioco di squadra. Guardiamo invece quell’oggi fragile, una piaga di fratture e ferite che ci siamo fatti dichiarandoci gli uni agli altri per difendere confini, a questo si è aggiunto l’oggi fragile che è fuori di noi, che ha fatto morire le nostre attività e che rischia di far morire anche noi se non accettiamo collaborazione e progettazione. Su questo so che Lembo e gli amici dell’Us Acli sentono vere queste parole. Dio dice ‘Non temere’. Non temere US Acli di rimetterti in gioco: abbiamo spesso paura del cambiamento ma nessuna squadra gioca sempre alla stessa maniera. Occorre cambiare schema di gioco. Non temere Us Acli di cambiare terreno di gioco, per paura che gli altri non ti seguano. Cerca di capire i temi rigeneratori capaci di riprogettare i luoghi capaci di renderti differente e per questo attraente. Non temere Us Acli di fare squadra, occorre oggi più che mai ‘FARE RETE’”. Servirà a vincere il girone d’andata di questo strano campionato, perché quello di ritorno sarà in discesa. Amici dell’US Acli non temete, perché io farò sempre il tifo per voi”.

Fede e Sport, temi condivisi anche con Don Luigi Ciotti di Libera: “E’ importante evidenziare la parte associativa dello sport: coprotagonista di cambiamento, per sanare le ingiustizia sociali ed economiche, che il Covid ha evidenziato. Occorre un’etica della responsabilità promotrice di quel bene comune che è presupposto per il bene dei singoli, sganciato dalla logica del profitto e del doping finanziario. Sport come strumento di socializzazione e inclusione”.

Lidia Borsì, presidente dell’US Acli Roma, ha esordito citando Nelson Mandela: “Disse che ‘lo sport ha il potere di cambiare il mondo, di suscitare emozioni, di ricongiungere persone, di risvegliare la speranza dove prima c’era desolazione”. È proprio quello di cui abbiamo bisogno ora, un virus che ha messo in ginocchio l’economia, la nostra esigenza di fare aggregazione. Sport che da sempre è strumento di grandi cambiamento. C’è bisogno di cura dei processi, della democrazia. Lo stiamo sperimentando grazie anche alle Acli di Roma dove grazie alla lungimiranza di Serangeli siamo andati oltre. Siamo tante membra, ognuno deve fare la sua parte. La Rete condivide e fortifica. Dobbiamo contrastare ora un virus peggiore, quello dell’indifferenza. Questo deve essere necessariamente il tempo del Noi”.

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